Libero parla di malumori dentro Futuro Nazionale. Alcuni non sarebbero stati avvisati sui punti diffusi: dall'aborto negato alle case per le famiglie numerose (che rischiano di avvantaggiare quelle di immigrati)
Il programma politico di Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci, fa discutere non solo gli avversari politici ma anche l’interno del movimento stesso. Secondo quanto riporta oggi Libero a fare da elemento di rottura sono diverse proposte fortemente conservatrici, come la tesi che l’aborto non sia un diritto.
La spaccatura interna e le critiche del Centro Studi
Le maggiori perplessità sono state espresse da Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale (think tank storico del movimento). Sforzini ha evidenziato al quotidiano come la svolta ultra-conservatrice rischi di essere un boomerang elettorale e concettuale. Riservare aiuti e priorità per le case popolari ai concepiti rischia, dati demografici alla mano, per esempio, di avvantaggiare soprattutto le famiglie di immigrati, smentendo le premesse politiche della formazione. Sforzini denuncia di essere stato isolato e attribuisce questa svolta radicale a consiglieri vicini al leader che spingono per posizioni estreme, dimenticando che «i cattivi consiglieri sono assai più pericolosi dei buoni nemici».










