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Redazione Cronache
Il dipendente era in servizio la sera di Ferragosto ed era stato convocato come persona informata sui fatti. L’interrogatorio sarebbe stato interrotto e la sua posizione è cambiata. La procura vuole capire se dietro il colpo ci siano soltanto falle nella vigilanza o anche una talpa
Ci sarebbe un primo indagato nell’inchiesta sul clamoroso furto delle opere di Antonello da Messina al Museo regionale «Maria Accascina» della città peloritana. Si tratterebbe di uno dei quattro custodi che erano in servizio la sera di Ferragosto, quando una banda di ladri professionisti riuscì a entrare nel museo e a portare via sei tavole del maestro siciliano, due delle quali furono poi abbandonate durante la fuga.
La svoltaSecondo quanto riporta l'agenzia di stampa LaPresse, la procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato, ha iscritto il dipendente nel registro degli indagati dopo aver interrotto il suo interrogatorio. L’uomo era stato convocato nei giorni scorsi come persona informata sui fatti, insieme agli altri colleghi presenti la sera del colpo. Ma nel corso dell’audizione sarebbero emerse ripetute contraddizioni nella ricostruzione degli avvenimenti, tali da spingere i magistrati a fermare il verbale e a cambiare la sua posizione processuale. L’ipotesi contestata riguarda le false dichiarazioni rese al pubblico ministero.










