Borse europee attese in rialzo (+0,34% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta mentre i prezzi del petrolio restando in calo (future sul Brent -0,82% a 89,81 dollari al barile), dopo che le minacce degli Stati Uniti relative al D-Day economico di sanzioni contro l’Iran si sono rivelate un fiasco.
Tanto fumo, niente arrosto Al di là dei proclami e dei toni minacciosi, il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, non ha offerto molti dettagli sul D-Day economico.
Ha chiarito che gli Stati Uniti sono concentrati su cinque aree che rappresentano la linfa vitale dell'Iran, dagli asset digitali alla tecnologia, passando per l’oro, l'aviazione e il trasporto marittimo.
Nei confronti di tali settori sono già state imposte nuove sanzioni.
Bessent ha evitato di rispondere a quali potrebbero essere le ripercussioni per la Cina, il maggior acquirente mondiale di petrolio iraniano: «nessuno è al di sopra della portata delle sanzioni secondarie americane», si è limitato a dire.







