Il Primo Ministro neozelandese Christopher Luxon e il Presidente cinese Xi Jinping durante un incontro a Pechino - China Daily via REUTERS
Il 13 agosto 2026 il New Zealand Security Intelligence Service, l'agenzia di intelligence interna neozelandese nota con l'acronimo NZSIS (l'equivalente locale del britannico MI5, incaricata di contrastare spionaggio, sabotaggio e ingerenze straniere sul territorio nazionale), ha pubblicato a Wellington il suo rapporto annuale “Security Threat Environment 2026 Assessment”, indicando per la prima volta la Cina come l'unico paese che conduce operazioni di spionaggio “su scala” contro il paese. Il documento, consultabile integralmente sul sito dell'agenzia, descrive un caso specifico: un'organizzazione con sede in Cina e stretti legami con Pechino, la Purple Mountain Observatory, avrebbe tentato di installare infrastrutture spaziali terrestri in Nuova Zelanda tramite un'azienda locale che, secondo il NZSIS, era verosimilmente ignara del fatto che le apparecchiature potessero raccogliere informazioni di valore militare. L'agenzia non ha reso pubblico il nome della società coinvolta né i dettagli operativi con cui il tentativo sarebbe stato bloccato.
Un osservatorio, un satellite e un profilo LinkedIn








