"Contrastare l’odio social anche attraverso le denunce penali è una decisione che come sindaci stiamo condividendo con l’obiettivo di mettere un fermo a questa forma di radicalizzazione dell’espressione che non possiamo prevedere se possa sfociare in azioni concrete". Il sindaco Massimo Mezzetti ha presentato la formale denuncia per i reati di minaccia aggravata, istigazione a delinquere e diffamazione aggravata in questura di Modena nei confronti di D.B., l’autore del posto su sociali che gli augurava di "finire come Aldo Moro". Sulla vicenda sono in corso accertamenti della Digos.

L’episodio apre un dibattito su quale sia il modo migliore per porre un argine all’odio social: il primo cittadino di Modena sta optando per la linea dura. Già una trentina le querele presentate includendo quelle legate alla vicenda di Salim El Koudri. Ma c’è chi sostiene che sarebbe meglio aprire un canale di dialogo anche con gli hater, per evitare di esasperare ulteriormente il clima. "Non dobbiamo sminuire quanto viene scritto – riflette a questo proposito il sindaco Mezzetti – non dobbiamo ridurlo a espressioni colorite che rimangono solo su uno schermo. I social sono delle piazze ma l’aggravante è che non ci si vede in faccia. Non possiamo accettare disinformazione, insulti, diffamazioni fino a vere e proprie minacce come quelle rivolte a me e ai miei cari, dopo l’attentato del 16 maggio e dopo la manifestazione in piazza del 17 che aveva proprio lo scopo di contrastare l’odio ma per i professionisti della bugia social è servita a ‘difendere il terrorista’".