Bologna, 25 agosto 2026 – Dodici. Il numero degli dèi dell’Olimpo, quello degli Apostoli o quello dei mesi in un anno. Un numero che, per importanza nella Formula 1, sembra destinato a essere paragonato al 23 nel basket o al 10 nel calcio.

È questo il numero incollato sulla monoposto Mercedes del pilota bolognese Andrea Kimi Antonelli, che il 25 agosto compie 20 anni.

La carriera di Kimi, in appena 2 anni di Formula 1, è già entrata nei libri di storia delle monoposto. Per ora è salito sul gradino più alto del podio per 6 volte e ha conquistato 6 pole position. Tutto nel 2026, con la cattiveria agonistica e la fame tipiche di un adolescente che non ha nulla da perdere e tutto da conquistare. Ma ora Antonelli non è più un ragazzino. È uno dei volti di quella generazione di ragazzi d’oro che va da Jannik Sinner a Marco Bezzecchi, passando per i talenti dell’atletica, della Motogp, del tennis e del nuoto: tutti italiani capaci di imporsi ai vertici dello sport mondiale.

Un esordio difficile nel 2025, poi le vittorie nel 2026

Cina, Giappone, Stati Uniti, Canada, Monaco, Belgio. Sono questi i Paesi in cui Kimi ha vinto (fino a oggi) in questa stagione. Poi ci sono alcuni dei suoi record: è il più giovane poleman della storia, il più giovane leader del Mondiale e l’unico ad aver conquistato le sue prime 5 vittorie in altrettanti gran premi consecutivi. È un Rottweiler a caccia di un titolo che, a questo punto del campionato, è assolutamente alla sua portata. E chissà che non possa vincerlo proprio a Imola, a fine novembre, nel caso in cui dovesse disputarsi sul Santerno l’ultima gara della stagione.