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15 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:03
Provate a ricordarvi dove eravate il 19 marzo 2006, giorno dell’ultima vittoria italiana in Formula 1 di Giancarlo Fisichella in Malesia nel 2006. Sicuramente non potrà fare questo esercizio di memoria Kimi Andrea Antonelli che in quella data non era ancora nato. Sarebbe venuto al mondo cinque mesi più tardi (il 25 agosto). A quattro giorni dal ventesimo anniversario il pilota bolognese ha ripotato l’Italia sul gradino più alto del podio.
Emozioni, lacrime e tutta la felicità del mondo per un ragazzo che “ha appena realizzato uno dei suoi sogni da bambino”. Plurale, perché il più grande è chiaramente diventare campione del mondo. E Antonelli quest’anno può farlo davvero. Non importa che sia appena alla sua seconda stagione, il talento non conosce tempistiche, irrompe all’improvviso. Mercedes è nettamente la macchina più forte di questo 2026 (oggi 25 secondi rifilati alla Ferrari di Lewis Hamilton – primo podio con la Rossa – secondo team al traguardo). La F1 è uno sport che corre tremendamente veloce e non aspetta e quando c’è l’occasione va colta al volo. Seppur giovanissimo, Kimi sa che quest’opportunità capita poche volte nella vita, forse addirittura una. Toto Wolff, team principal Mercedes, lo ha coccolato e cresciuto e messo al posto di Hamilton quando l’inglese ha deciso di sposare Ferrari. Un’eredità pesante, pesantissima, che gli è stata consegnata perché il manager austriaco ha visto in lui le potenzialità da campione del mondo fin dal giorno zero. E Kimi la prima vera chance di vincere un Gran Premio l’ha colta al volo.













