Per timore di focolai di malattie, il governo spagnolo ha inviato 45mila dosi di vaccini nell’exclave, che per il presidente Vivas è «sull’orlo di una gravissima crisi sanitaria». Tra decisioni e scontri politici, c’è chi fa altro. «Cerchiamo di dare assistenza medica a chi vive in strada» racconta Alessandro Troisi, volontario arrivato proprio il 30 luglio lìScontri politici, strumentalizzazioni, pericoli sanitari. A quasi un mese di distanza dall’imponente ondata migratoria facilitata dal Marocco, la situazione a Ceuta è ancora lontana dalla normalità. Dei circa 80mila migranti che hanno superato i confini dell’exclave spagnola, la maggioranza è tornata indietro. Ma in città ne sono rimasti ancora, alcuni dicono 5mila, altri 10mila, senza un posto dove dormire, spesso senza cibo, in centri di accoglienza strapieni. Polemiche sanitarie Lunedì è voLuca SebastianiClasse ’93, romano, giornalista professionista. Si occupa di esteri e politica, ma senza esagerare. Passato per il TgLa7, Tg2000, il Riformista, L’Espresso, Good Morning Italia. Ha scritto un libro: Groenlandia/Nuuk: chi vuole rompere il ghiaccio (Paesi edizioni).
Tra rischi sanitari e polemiche politiche. «Così a Ceuta diamo dignità ai migranti»
Per timore di focolai di malattie, il governo spagnolo ha inviato 45mila dosi di vaccini nell’exclave, che per il presidente Vivas è «sull’orlo di una gravissima crisi sanitaria». Tra decisioni e scontri politici, c’è chi fa altro. «Cerchiamo di dare assistenza medica a chi vive in strada» racconta Alessandro Troisi, volontario arrivato proprio il 30 luglio lì










