di Mauro Zanonmartedì 25 agosto 20263' di letturaA Ceuta il governo di Pedro Sánchez corre ai ripari. Dopo l’ondata di migranti che ha attraverso la frontiera gli scorsi 30 e 31 luglio, Madrid ha deciso di inviare nell’exclave 45mila dosi di vaccino, coinvolgendo direttamente le comunità autonome. Il numero è quasi raddoppiato rispetto alle prime cifre diffuse dal ministero della Salute spagnolo, che inizialmente aveva parlato di 25mila dosi. La richiesta è stata formalizzata ieri dalla Commissione di Salute pubblica e riguarda 15mila dosi di vaccini triplo-virali, anti morbillo, rosolia e parotite, 10mila contro difterite e tetano, altre 10mila contro la varicella e 10mila contro la poliomielite. Le dosi saranno destinate ai migranti arrivati a Ceuta e ai residenti non vaccinati. Il governo centrale, però, non ha predisposto tutto da solo. Ha bussato alle porte delle 17 comunità autonome, chiedendo loro di cedere parte delle proprie scorte attraverso il cosiddetto meccanismo di solidarietà.Tutte le comunità hanno risposto positivamente, ma non senza polemiche. Il problema, hanno denunciato diversi responsabili regionali, non è tanto reperire le dosi quanto organizzare il trasferimento e garantire la catena del freddo per i vaccini che lo richiedono. Il consigliere della Sanità dell’Aragona, Ángel Sanz, ha assicurato il sostegno a Ceuta, ma ha puntato il dito contro il governo socialista: la solidarietà tra amministrazioni non può diventare una sostituzione delle responsabilità dello Stato. Ancora più duro il giudizio del responsabile della Sanità della Cantabria, César Pascual. La sua regione, ha detto, metterà a disposizione le proprie riserve, ma non è pensabile organizzare “17 logistiche”, una per ogni comunità autonoma. Il coordinamento, secondo Pascual, dovrebbe essere affidato all’Ingesa, l’Istituto nazionale che gestisce la sanità a Ceuta. La critica riguarda anche i tempi.Sanchez, la vergogna: l'aereo porta aiuti per il terremoto, la Spagna chiude il cieloLa Spagna di Pedro Sánchez, dopo aver negato a marzo il proprio spazio aereo a tutti i velivoli di Stati Uniti e ...Secondo il consigliere della Cantabria, il ministero della Salute aveva già approvato a giugno una strategia specifica per vaccinare gli immigrati in tre settimane. L’esecutivo Sánchez avrebbe dunque avuto il tempo per organizzare l’acquisto delle dosi e predisporre l’intervento. «Quel termine è scaduto e ora si sono messi in testa di chiedere alle comunità autonome di venire in loro aiuto», ha aggiunto Pascual, sottolineando che lo Stato «non sta acquistando vaccini e non ha avviato la procedura di acquisto da giugno». La consigliera regionale alla Sanità di Madrid Fátima Matute, del Partito popolare, ha promesso «solidarietà e responsabilità» chiedendo però che ogni dose ceduta venga immediatamente rimpiazzata. Per la rappresentante madrilena, la richiesta del ministero non può servire a nascondere quella che considera una mancanza di previsione da parte dell’esecutivo. Diversi esperti di sanità pubblica, tra cui Joan Caylà, ex responsabile del servizio di epidemiologia dell’Agenzia per la salute pubblica di Barcellona, sottolineano che la priorità a Ceuta è risolvere i problemi di sovraffollamento e di igiene. «Non conosciamo il dato esatto, ma si stima che ci siano circa 5.000 persone che in questo momento si trovano in una situazione molto difficile», ha dichiarato al Mundo Caylà.Il sovraffollamento può favorire la trasmissione di infezioni e la comparsa di focolai. Vaccinare è quindi utile, ma secondo gli specialisti non basta. Per Caylà, è necessario effettuare controlli sistematici per individuare eventuali casi di tubercolosi non diagnosticati. L’opposizione, attraverso il portavoce nazionale del Partito popolare (Pp) Borja Semper, ha insistito nella richiesta di lockdown dei migranti con malattie contagiose a Ceuta per evitare la diffusione, sulla scia di quanto fatto domenica dal leader Alberto Nunez Feijoo. «Di quanti casi ha bisogno il governo per prendere sul serio questa crisi?», ha dichiarato Semper in conferenza stampa, dopo il direttivo nazionale del Pp. Una richiesta che la ministra della Sanità di Sánchez ha definito «ingiustificata», «totalmente sproporzionata» e «controproducente». Ma in serata, a conferma della gravità della situazione, è arrivata la notizia di una riunione straordinaria del Consiglio della Sicurezza convocata oggi dal premier Sánchez per affrontare la situazione a Ceuta.Ceuta, Pedro Sanchez umiliato anche allo stadio: cosa cantano i tifosiLa rivolta di Ceuta contro Pedro Sanchez arriva fin dentro lo stadio di calcio. Prima della partita tra i padroni di cas...