HomeModenaCronacaSenzatetto, disponibili due case: "E c’è un tutor per l’autonomia"Rinnovato l’Housing First. In città presenti circa 300 persone in condizioni precarie . L’assessora Camporota: "L’alloggio sicuro è la base per ricostruire l’autodeterminazione".Alessandra CamporotaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciFavorire percorsi di uscita dalla strada e dalla marginalità estrema, partendo dalla disponibilità di un’abitazione sicura e accompagnando le persone verso una progressiva autonomia personale e sociale.
È l’obiettivo degli interventi di ’Housing First’, progetto che mette a disposizione due appartamenti destinati ad accogliere, complessivamente, almeno sei persone senza dimora, a cui il Comune di Modena intende dare continuità. All’inserimento abitativo si affianca un percorso educativo individualizzato, finalizzato a favorire l’accesso ai servizi sociosanitari, l’inclusione nella comunità e l’avvicinamento alla formazione e al lavoro.
Nei giorni scorsi la giunta, su proposta dell’assessora a Coesione sociale, Integrazione e cittadinanza, Volontariato e Terzo settore Alessandra Camporota, ha approvato le linee guida per la pubblicazione di un nuovo avviso rivolto agli Enti del Terzo settore. A Modena l’esperienza’Housing First’ è stata avviata nel 2018 ed è poi proseguita negli anni con risorse nazionali e attraverso la collaborazione con il Terzo settore. "A Modena – spiega l’assessora Camporota – sono circa 300 le persone senza fissa dimora presenti stabilmente da almeno sei mesi sul territorio, considerando non solo chi vive in strada, ma anche chi si trova in sistemazioni precarie o temporanee e nelle strutture di accoglienza. L’approccio del modello Housing First però considera l’accesso immediato a un alloggio sicuro non come il punto di arrivo, ma come la condizione dalla quale partire per ricostruire un percorso di autonomia. All’abitazione si affianca infatti un forte accompagnamento educativo, finalizzato a recuperare capacità di scelta e autodeterminazione e a superare una risposta alla marginalità fondata esclusivamente sulle strutture tradizionali di accoglienza".






