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Uno stimato pensionato, una badante in partenza e una notte che si trasforma in incubo; tutti pezzi dello stesso mosaico. La vicenda dell’87enne aggredito nella sua abitazione alla vigilia della partenza della badante ucraina continua a scuotere il Vibonese, mentre gli investigatori cercano di ricostruire un quadro che appare sempre più inquietante. Dopo la richiesta di soccorso, presso la sala operativa della Questura gli agenti avevano trovato l’uomo riverso sul letto, privo di coscienza, con una profonda ferita addominale e bende intrise di sangue. Accanto a lui: guanti in lattice, coltelli da cucina, garze… una sorta di improvvisata sala operatoria, allestita nella quiete della sua camera. E ad aprire la porta agli agenti è stata proprio lei, la badante 43enne ucraina, in servizio da fine giugno, apparsa subito agitata e confusa.

Agli agenti aveva poi fornito una spiegazione che ha lasciato tutti interdetti: avrebbe tentato di rimuovere un “animale” che, a suo dire, si trovava nell’addome dell’uomo.

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