AGORDO (BELLUNO) - «Se non ci fossero stati i nostri due cani a svegliarci, anziché una casa distrutta avremmo avuto tre bare». È da brividi il racconto di Francesco Schena. La voce è carica di commozione ricordando il drammatico incendio di domenica pomeriggio in centro ad Agordo che ha incenerito la mansarda condivisa con la moglie Serena e le tre figlie Bianca, Nora e Alice. Ma per fortuna c’erano Yoda e Jerry: proprio da loro è partito l’allarme che ha permesso alla famiglia di mettersi in salvo.

Incendio divora la mansarda di un edificio, paura per le lunghe lingue di fuoco VIDEO MOMENTI TERRIBILI «Domenica mia moglie, Nora, Alice ed io stavamo riposando dopo essere stati a una festa di compleanno - ricorda Schena - quando i cani hanno iniziato ad agitarsi e ci hanno svegliati. Mia figlia ha visto che c'era un incendio in terrazzo con le fiamme che divampavano rapidamente. All’inizio ho pensato che nell'appartamento ci fosse ancora mia moglie, invece per fortuna era già uscita. Quindi assieme alle ragazze siamo scappati in tutta fretta dalla mansarda senza portare quasi nulla con noi. È andato tutto polverizzato, non abbiamo più niente. Un incubo trasformato in realtà».C'è chi afferma di aver sentito uno scoppio provenire dalla mansarda: «Credo che gli scoppi provenissero dalla casa di fronte, oppure che sia scoppiato un vetro -continua Schena- potrebbe essersi trattato anche di un armadietto in terrazzo, ma sono solo ipotesi». La conta dei danni è prematura, ma di certo l’intera mansarda della famiglia Schena è andata completamente distrutta come parte della mansarda vicina, occupata in affitto da una famiglia di tre persone. Sono otto quindi, le persone sfollate a causa del drammatico rogo e due gli appartamenti inagibili. Il rogo si è sviluppato in pochissimi minuti e si è propagato velocemente, alimentato dai pavimenti e dalle travature in legno. Il tetto è stato divorato dalle fiamme ed è totalmente scoperto, solo parzialmente quello dei vicini.COMMERCIANTI NOTI La famiglia Schena è molto nota in tutto l'Agordino in quanto è titolare di due negozi nel centro del paese: uno di telefonia ed elettrodomestici in piazza Libertà e l’altro di materiali elettrici in via Fadigà. Francesco porta avanti anche la storica attività di famiglia che si occupa di impianti elettrici civili e industriali. I messaggi di solidarietà fin da domenica pomeriggio si sono moltiplicati: «Un sacco di persone ci hanno incoraggiato, ho percepito che la comunità ci è davvero vicina -prosegue Schena- chi vuole dare aiuto, chi alloggio, ma da questo punto di vista siamo a posto perché ci siamo trasferiti nella vicina casa di mia mamma».Domenica il fuoco e le fiamme erano visibili quasi da ogni angolo del centro storico, affollato per i mercatini dell'artigianato e dal palio, le cui prove per circa un'ora sono state sospese. Sui social c'è anche chi riteneva opportuno l'annullamento dei fuochi d'artificio che, come da tradizione, concludono la festa di paese. Invece si sono tenuti regolarmente. «Ringrazio chi ha espresso questo sentimento di solidarietà, ma per me è stato giusto farli -prosegue Schena- non si deve fermare tutto. Il Palio è una festa popolare e il dramma di una famiglia non deve condizionare tutta la comunità. Mi sarei sentito in imbarazzo se avessero annullato la festa».VIDEO CHOC Era moltissima la gente che con i telefonini ha filmato l’incendio. «Nostra figlia Bianca era in Svezia dove lavora in un locale -prosegue Schena- e ha visto la sua casa andare in fiamme da un video pubblicato sui social ancora prima che la avvisassimo noi». E, in tutto questo, i cani? «Stanno bene, sono riuscito a portali fuori e li ho caricati in macchina -conclude Schena- continuo a pensare che è grazie a loro se siamo salvi, altrimenti saremmo stati invasi dalle fiamme e il fumo ci avrebbe storditi». D’altronde chi frequenta il centro avrà spesso notato Francesco portare a spasso i cani in piazza o sul prato del Broi: mattino, pomeriggio e sera, con il bello e il cattivo tempo. Yoda e Jerry hanno ripagato il suo affetto e il suo amore nell'occasione che contava di più.