HomeEconomiaL’economista Altomonte e le accise: “Se abbassiamo i prezzi incentiviamo la domanda. E alla Ue non va bene”“Servono interventi strutturali per diminuire la dipendenza dal diesel. Gli sconti selettivi? Sono una possibilità, abbiamo gli strumenti per farli”Carlo Altomonte, economistaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 25 agosto 2026 – “La proroga del taglio delle accise è una scelta legata soprattutto all’incertezza sui tempi della crisi – spiega Carlo Altomonte, professore di Economia dell’integrazione europea all’Università Bocconi –. In teoria bisognerebbe intervenire in modo strutturale: modificare i comportamenti dei consumatori, favorire il passaggio dal gasolio alla benzina e all’elettrico, diversificare le catene di approvvigionamento e aumentare la concorrenza tra gli operatori. Ma sono riforme che producono effetti dopo anni con un costo politico. Se invece si pensa che una crisi come quella legata a Hormuz possa durare uno o due mesi, allora nel breve periodo il taglio delle accise diventa quasi inevitabile. Dal punto di vista economico resta però una scelta subottimale”.

Perché?

“Perché abbassare il prezzo di un carburante inquinante finisce per incentivarne la domanda. È anche il motivo per cui l’Unione europea è contraria all’utilizzo della flessibilità di bilancio per finanziare interventi di questo tipo. Si rischia di bloccare ulteriormente i consumatori su tecnologie e combustibili dai quali, invece, dovremmo progressivamente uscire. È un classico problema di political economy: una misura non ottimale dal punto di vista economico può diventare la soluzione migliore per un decisore politico sottoposto a forti vincoli e a grande incertezza”.