La Spezia, 25 agosto 2026 – Tre ferite alla testa, di cui una particolarmente profonda: a provocarle a Sebastiano Piaggi potrebbe essere stata l’elica di una barca o di un gommone, da chiarire se si sia trattato di quello dal quale è caduto in acqua perdendo la vita nel tragico pomeriggio di Ferragosto. Oppure se sia stato urtato da un’altra imbarcazione. E, altro aspetto di fondamentale importanza, se quelle tre ferite (insieme alla frattura delle ossa del cranio) abbiano provocato la morte del giovane. Sono state le ferite a causarne il decesso? O comunque a impedirgli di risalire un superficie? Lesioni a quanto pare evidenti già il giorno del ritrovamento del corpo a poca distanza dal luogo dell’incidente e confermate ieri pomeriggio dall’autopsia svolta sulla salma del giovane. Esame eseguito dall’anatomopatologa Susanna Gamba su incarico della procura, alla presenza dei periti degli indagati, saliti a tre con il coinvolgimento nell’inchiesta anche dei titolari della ditta di noleggio dal quale era stato preso in affitto il gommone.

Lo scenario

Uno scenario che cambia anche il quadro emerso in un primo momento, quando sembrava escluso un possibile urto del giovane contro il gommone dal quale è caduto: nei prossimi giorni saranno eseguiti ulteriori e più approfonditi accertamenti sul natante, fra questi anche un esame per evidenziare possibile presenza sull’elica di Dna della giovane vittima. Al momento dell’incidente non erano state rilevate tracce di sangue sulle parti del gommone. Ulteriori indagini verranno fatte per fare piena chiarezza sull’esatta dinamica dell’incidente, anche per accertare le esatte responsabilità delle persone indagate.