Ci sono ancora tanti interrogativi da chiarire sulla tragedia di Ferragosto che ha sconvolto un’intera comunità, stretta per giorni alla speranza. Un aiuto potrà arrivare dal racconto fornito dagli amici di Sebastiano Piaggi chiamati a dettagliare la dinamica dell’incidente di sabato al largo di Porto Venere. A poca distanza da dove nel primo pomeriggio di giovedì un diportista ha avvistato a filo d’acqua il corpo del ragazzo. Nei prossimi giorni i quattro amici verranno convocati in Procura come persone informate sui fatti. Proprio per agevolare la ricostruzione del drammatico pomeriggio di Ferragosto il sostituto procuratore potrebbe disporre in accordo con la Capitaneria di porto un esperimento giudiziale.
Si tratta in pratica una simulazione, utilizzando un gommone simile a quello sul quale i cinque ragazzi avevano deciso di trascorrere la giornata di festa in allegria. Una prova sul campo per capire attraverso la traiettoria del mezzo e la velocità la dinamica della contemporanea caduta in acqua dei due ragazzi. Ma mentre uno è stato prontamente recuperato dagli amici Sebastiano si è inabissato. Era un nuotatore e sportivo molto allenato quindi avrebbe sicuramente trovato le forze, nonostante lo spavento, per rimanere a galla il tempo necessario per attendere i soccorsi. Invece è scomparso velocemente. Prende campo l’ipotesi di un violento balzo all’indietro e urto contro il motore del gommone. Sebastiano potrebbe quindi aver perso in sensi ed essersi inabissato senza alcuna resistenza. Ipotesi che avranno risposte più certe nell’autopsia disposta dalla Procura e affidata all’esperienza dell’anatomopatologa Susanna Gamba dell’Università di Pisa che eseguirà lunedì l’esame all’ospedale Sant’Andrea. Soltanto successivamente la salma del povero ragazzo potrà essere riconsegnata ai genitori Solidea e Stefano e ai fratelli minori per organizzare la cerimonia di addio.














