Al venticinquesimo giorno di protesta del sindaco e dei suoi alleati sotto un gazebo posizionato davanti all’ospedale Vittorio Emanuele per protesta contro le gravi carenze dei servizi sanitari arriva il momento del “faccia a faccia” con l’assessore regionale alla sanità Marcello Caruso che “ ritiene legittima la situazione rappresentata dalla comunità gelese. E viene “per ascoltare e cercare insieme le possibili soluzioni” . L’assessore forzista alla vigilia della visita a Gela si presenta con il ramoscello di ulivo. Ma il sindaco di Gela è risoluto a non ascoltare “canti delle sirene”. Per smantellare il gazebo e quindi porre fine alla protesta dice che “non accetterà passerelle e promesse aleatorie”. “Cosa vogliamo dalla Regione? Semplice. Che Gela città ad alto rischio ambientale non sia trattata con i piedi con un solo medico per turno al pronto soccorso, medici di vari reparti costretti a lavorare 32 ore di fila, visite ed esami con liste di anni”.
Assessore ed Asp non si presenteranno a mani vuote.
Caruso e la deputata forzista nissena Rosetta Cirrone Cipolla un elenco di cose fatte lo hanno già diffuso alla vigilia. Il progetto del nuovo ospedale ad esempio: 250 milioni da investire e 16 milioni per la progettazione per la deputata forzista non sono promesse ma fatti. Per i medici del pronto soccorso un concorso dedicato, l’iniziativa per la rete formativa e la possibilità di utilizzare la graduatoria del Garibaldi di Catania. Per gli atri reparti: la cardiologia avrà nuovi medici del concorso appena concluso, l’unità operativa di neurologia che si attiverà a novembre. E per dimostrare di più viene riesumata l’Utin, vicenda assurda con i locali pronti da decenni, le attrezzature acquistate e rimaste a marcire per anni anni. Ora non servono più. Bisogna riacquistarle. Però il dossier è stato riesumato e è stata siglata una convenzione con l’Asp di Siracusa per l’Utin.







