Al tredicesimo giorno di protesta per il diritto alla salute negato da servizi sanitari carenti, con l'ufficio trasferito in un gazebo davanti all'ospedale Vittorio Emanuele, il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano con una delegazione composta da capigruppo di maggioranza ed opposizione, l'assessore comunale alla salute e la presidente del consiglio, ha riaperto (dopo le insistenze di Forza Italia) il dialogo con il direttore generale dell'Asp 2 Salvatore Lucio Ficarra.
Un confronto durato due ore ma non giudicato del tutto soddisfacente dal primo cittadino. "Il presidio davanti l'ospedale continuerà finché non ci saranno i fatti" - ha detto il sindaco all'uscita dalla sede dell'Asp nissena.
Sul nuovo ospedale la cessione dell'area di Ponte Olivo da EniMed all'Asp 2 avrà luogo entro fine mese, poi si affiderà la progettazione per 16 milioni di euro e altri 14 li metterà Eni, mentre è imminente l'inaugurazione della nuova rianimazione. Ma sul potenziamento del Vittorio Emanuele, la carenza di medici non sarà un problema semplice da risolvere. L'Asp ha sottolineato le tantissime rinunce di medici a venire a lavorare a Gela mentre ha indicato la rete formativa come soluzione più immediata e la richiesta a Policlinici e grandi ospedali ad attingere alle loro graduatorie. Promesso un potenziamento del pronto soccorso.








