Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar del Lazio che aveva annullato la delibera con cui il Consiglio superiore della magistratura (Csm) aveva negato a Eugenio Facciolla la conferma nell’incarico di Procuratore della Repubblica di Castrovillari. Una pronuncia che chiude, almeno sul piano amministrativo, una vicenda giudiziaria e istituzionale particolarmente complessa.
Il Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar
Con una sentenza pubblicata oggi, i giudici di Palazzo Spada hanno respinto l’appello presentato dal Ministero della Giustizia e dal Csm contro la pronuncia del Tar del Lazio, che nel febbraio scorso aveva già annullato la decisione dell’organo di autogoverno della magistratura. Al centro della vicenda c’è la delibera adottata dal Csm nel febbraio 2023, con la quale era stata negata a Facciolla la conferma alla guida della Procura di Castrovillari.
Le contestazioni alla base della decisione del Csm
La decisione del Csm era stata motivata con la presunta assenza delle “imprescindibili condizioni di indipendenza ed equilibrio” richieste per l’incarico. Secondo la ricostruzione riportata nella sentenza del Consiglio di Stato, il giudizio era legato a condotte ritenute di rilievo penale e disciplinare, definite all’epoca “gravi” e “scorrette”.






