Con il rientro in città, per milioni di persone riaffiora il timore di veder svanire in fretta l’abbronzatura. Ancor prima che il colore si attenui, l’epidermide spesso segnala sofferenza: secchezza diffusa, micro-desquamazione e un tono irregolare a macchie. Dermatologia e scienza dell’alimentazione concordano però su una strategia integrata per arginare il fenomeno: unire una dieta mirata a gesti cosmetici quotidiani ben calibrati.

Gli specialisti puntualizzano un aspetto chiave: nessun alimento, da solo, è in grado di “fissare” l’abbronzatura in modo permanente. La tintarella è la risposta protettiva dei tessuti cutanei ai raggi UV e, per sua natura, tende ad affievolirsi con il fisiologico rinnovamento dello strato corneo. L’obiettivo realistico di nutrizione e skincare non è dunque “congelare” il colore, ma sostenere la barriera cutanea nella transizione, limitando la secchezza e mantenendo l’incarnato il più possibile uniforme e luminoso.

Carotenoidi: pigmenti tipici di ortaggi rossi, arancioni, gialli e delle verdure a foglia verde. In poche settimane possono influenzare i parametri di tonalità cutanea (componenti gialla e rossa). Non producono una vera abbronzatura solare, ma un consumo costante dona al viso un aspetto più vivace e sano.