Bologna, 24 agosto 2026 - È un video di circa 22 minuti, registrato dalla sala colloqui del carcere di Padova, dove l’ergastolano Paolo Bellini, esecutore materiale della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, si trova da dopo la condanna in giudicato al termine del cosiddetto ‘processo ai Mandanti’.

Un video spuntato nei giorni scorsi su YouTube dopo essere stato inviato al sito ’Reggio Report’, in cui l’ex primula nera espone i risultati di una perizia privata tecnico-visiva – commissionata dallo stesso Bellini – sul cosiddetto ‘filmino Polzer’: il video amatoriale di un turista in cui Bellini viene ripreso in stazione pochi istanti prima della strage.

Ed è con i fogli della perizia in pugno che Bellini rivolto alla telecamera comincia una serie di commenti al processo a proprio carico, attacchi ai magistrati che lo hanno condannato, puntando ancora il dito contro l’ex moglie Maurizia Bonini (che durante il processo in Assise lo riconobbe proprio in quel filmato).

“Il processo ai Mandanti della Strage di Bologna è privo di elementi di riscontro oggettivo”, attacca Bellini nel video in carcere e poi diffuso. Parla di “fantasie giudiziarie” e fa riferimento anche a una presunta serie di esposti-denunce alla procura di Bologna in cui l’ex primula nera porta avanti le proprie tesi secondo cui “le indagini sono monche”, il crocifisso indossato dall’uomo nel filmato “non sia compatibile” con quelli che indossava, oltre ad esporre gli esiti della perizia “che ha esiti sconvolgenti – sostiene sempre Bellini – ed esclude che l’uomo nel video Polzer sia io”, indicando presunte difformità sui baffi o l’attaccatura del naso. Fino all’ipotesi per cui “al filmino Polzer manca il 44% dei fotogrammi”. La stazione di Bologna il 2 agosto 1980