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Lunedì a Kyiv si sono tenuti vari eventi per celebrare il 35esimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina dall’Unione Sovietica, dichiarata il 24 agosto del 1991. Oltre al presidente Volodymyr Zelensky, per l’occasione erano presenti alcuni leader stranieri, tra cui il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham e il presidente del Consiglio Europeo António Costa.

Zelensky ha tenuto un intervento in ucraino davanti alla Cattedrale di Santa Sofia, parlando ad alcune unità dell’esercito. Ha detto, tra le altre cose, che «gli ucraini non saranno pietre sotto i piedi degli zar e dei padroni» e non si «sottometteranno» ai nemici, quindi alla Russia.

Per Burnham, entrato in carica circa un mese fa, è stato il primo viaggio di Stato. Ha incontrato Zelensky e ribadito il sostegno del Regno Unito all’Ucraina. Ha anche esortato gli alleati del paese a fornire più missili intercettori Patriot, fondamentali per proteggersi dai bombardamenti della Russia ma che l’Ucraina ha praticamente esaurito.

In un breve intervento sempre nei pressi della Cattedrale, Costa ha parlato invece della necessità di far entrare l’Ucraina nell’Unione Europea (l’Ucraina è formalmente un paese candidato dal 2022): «Il futuro dell’Ucraina nell’Unione Europea è la migliore garanzia di sicurezza e stabilità democratica sul lungo termine», ha detto. Nel corso della giornata l’Unione ha approvato un pacchetto di aiuti militari all’Ucraina da circa 6 miliardi di euro, che comprenderà sistemi di difesa aerea e missilistica, missili, munizioni e radar: fa parte del prestito di 90 miliardi di euro approvato lo scorso aprile, dopo che era rimasto in sospeso diversi mesi a causa dell’opposizione dell’Ungheria.