Nel Regno Unito si è aperto un confronto tra creator digitali, broadcaster tradizionali e governo sulla possibilità di modificare il modo in cui le piattaforme video mostrano e raccomandano i contenuti. Al centro della discussione c'è una proposta contenuta in un documento governativo pubblicato nei mesi scorsi, che punta a rendere più facilmente individuabili sulle piattaforme come YouTube e TikTok i contenuti prodotti dalle emittenti di servizio pubblico, tra cui BBC, ITV e Channel 4.
L'obiettivo dichiarato, secondo quanto riportato dal Guardian, è aumentare la visibilità di contenuti considerati affidabili e di interesse pubblico, oltre a preservare una produzione audiovisiva caratteristica del Regno Unito. Il governo britannico ritiene infatti necessario aiutare i broadcaster tradizionali ad adattarsi a un mercato nel quale una quota crescente del pubblico abbandona la televisione lineare a favore di piattaforme digitali e servizi di streaming.
I dati relativi alle abitudini di visione spiegano la rilevanza del tema. Nel 2024-25, video sharing e streaming hanno rappresentato il 74% del tempo complessivo dedicato alla visione di contenuti video dagli utenti britannici tra 16 e 24 anni, percentuale che scende al 69% nella fascia compresa tra 25 e 34 anni. Tra i bambini dai 4 ai 15 anni, YouTube è invece il servizio video più utilizzato, con il 28% del tempo complessivo di visione.







