ROMA All’interno del Parco comunale Padre Giovanni Minozzi ci sono due monumenti dedicati a chi è morto nel terremoto di Amatrice di dieci anni fa. Uno è più piccolo ed è stato allestito poco dopo il sisma: vicino ci sono le foto di alcune delle vittime; l’altro, più grande, è sorto successivamente. Proprio poche decine di metri più in là, in un prefabbricato, nelle ore drammatiche successive al terremoto del 24 agosto 2016, c’era la sede del Coc, il centro di coordinamento della protezione civile che dirigeva i soccorsi; di fronte c’è il palasport, che fu usato come punto di primo soccorso e per accogliere feriti e sfollati. Dieci anni dopo in questo parco, dove ci sono le altalene per i bambini, si ritroveranno le autorità locali, a partire dal sindaco Giorgio Cortellesi e dalla sua giunta, e i rappresentanti del governo: la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i ministri Matteo Piantedosi (Interni) e Nello Musumeci (Protezione civile). E poi i rappresentanti della giunta regionale del Lazio e degli altri comuni coinvolti in un sisma che colpì, nella scossa del 24 agosto, in modo altrettanto distruttivo anche Accumoli e Arquata. La premier ha confermato la sua partecipazione all’evento per i dieci anni dal terremoto che prevede alle 16.30 la deposizione di una corona al Monumento alle vittime e alle 17 la Santa Messa officiata al campo sportivo dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. Papa Leone, durante l’Angelus, ha detto riferendosi alla giornata di oggi: «Ricorre il decimo anniversario del terremoto. Prego per i defunti e per le loro famiglie e per tutte le comunità coinvolte. La fede e la solidarietà continuino a sostenere l'opera di ricostruzione». Ieri al Meeting di Rimini è stato presentato il volume “Le pietre della rinascita” la cui prefazione è stata scritta da Giorgia Meloni. Spiega la presidente del Consiglio: «Il cammino della ricostruzione non è finito. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E noi intendiamo farlo con determinazione e caparbietà, per rispondere a quella “domanda di futuro” che ci viene rivolta da chi è nato e cresciuto in quei luoghi. Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d'Europa, e in questo cantiere non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese, le fabbriche. Si sta ricostruendo anche la vita di un'intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori. Fin dal suo insediamento il Governo ha lavorato, con determinazione e caparbietà, per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, una decisa accelerazione». Al Meeting ha parlato il commissario per il sisma Guido Castelli: «La ricostruzione è un atto di giustizia nei confronti delle comunità». E anche lui ripete il concetto di «accelerazione» che è il mantra del governo di fronte a un dato di fatto: la conclusione del percorso è ancora lontana, nella migliore delle ipotesi siamo a metà del cammino. Ad Amatrice in 900 ancora vivono nei moduli abitativi (le casette), il centro storico è in parte un deserto, in parte un susseguirsi di cantieri. I dati diffusi dal sindaco Cortellesi parlano di ricostruzione in fase di completamento per il 40 per cento tra opere pubbliche e private, con 247 case pronte. Ci sono 480 cantieri attivi. Non va meglio ad Accumoli e Arquata. Secondo Castelli il dato totale per le cittadine colpite dai diversi terremoti del decennio scorso indica 8.759 nuclei fuori dalle abitazioni originarie, di questi 2.200 vivono ancora nelle Soluzioni abitative d'emergenza (Sae) e 5.700 percepiscono il contributo di autonoma sistemazione. Sia chiaro: questi sono numeri di tutte le cittadine del centro Italia colpite dai vari sismi, non di Amatrice.
Amatrice, a dieci anni dal sisma ancora 2.200 famiglie nelle casette Sae in centro Italia. Meloni: «Acceleriamo»
ROMA All’interno del Parco comunale Padre Giovanni Minozzi ci sono due monumenti dedicati a chi è morto nel terremoto di Amatrice di dieci anni fa. Uno è più piccolo ed...










