Di: ATS/EnCa In Svizzera si riesce sempre più spesso a contrastare con successo le chiamate effettuate a nome di presunte autorità. Grazie a una nuova normativa, il numero di segnalazioni è diminuito di oltre il 75%. La minaccia informatica rimane tuttavia elevata, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale, osserva la Confederazione.Le chiamate fraudolente effettuate a nome delle autorità figurano tra gli incidenti più segnalati negli ultimi anni, come precisa l’Ufficio federale per la cibersicurezza (UFCS). Da gennaio a giugno sono state registrate oltre 400 segnalazioni al mese. Ma la situazione è cambiata a luglio grazie all’entrata in vigore di una misura che impone l’identificazione delle chiamate provenienti dall’estero e che usurpano numeri svizzeri. Il numero di segnalazioni è sceso a meno di 100 a luglio (-75%).L’UFCS rimane tuttavia vigile: nel primo semestre ha ricevuto 27’128 segnalazioni volontarie e 200 segnalazioni obbligatorie relative alle infrastrutture critiche. Mette in guardia contro il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA), che consente di sferrare attacchi sempre più personalizzati.Come evidenzia l’UFCS nel suo rapporto relativo al primo semestre del 2026, “la personalizzazione e l’impiego dell’intelligenza artificiale (IA), già menzionati nell’ultimo rapporto, continuano a progredire”. I funzionari federali evidenziano che le piattaforme di annunci, i posizionamenti mirati nei motori di ricerca e le fughe di dati servono sempre più spesso ai criminali informatici “per entrare in contatto con le loro vittime, alle quali si rivolgono con metodi personali, emotivi e in parte tecnicamente sofisticati”. Ragion per cui gli aggressori utilizzano sistematicamente l’IA per trasmettere in modo credibile contenuti su misura e personalizzati.Inoltre, l’UFCS segnala di aver registrato nel primo semestre 2026 molte segnalazioni relative a casi di phishing legati a Microsoft 365. I pirati informatici hanno preso il controllo degli account di posta elettronica aziendali delle vittime. Si evidenzia che “hanno imitato in particolare dirigenti e collaboratori degli helpdesk per compromettere i sistemi o avviare direttamente transazioni finanziarie”, usando in più occasioni il pretesto di un “update di sicurezza in sospeso” per diffondere malware. In conclusione, gli specialisti federali della sicurezza informatica segnalano come il sabotaggio cibernetico sia diventato per taluni Stati “un’attività praticabile e sempre più apertamente esercitata” nei conflitti internazionali. Ragion per cui le organizzazioni svizzere devono “continuare a prepararsi a mantenere la propria resilienza in un contesto di ciberminacce sempre più ostile, data la vicinanza della Svizzera ad altri Stati occidentali e le sue interconnessioni economiche e politiche”.Telegiornale delle 12.30 del 24.08.2026
Svizzera: crollo del 75% per le chiamate dei falsi funzionari - RSI
Truffe telefoniche in calo del 75% in Svizzera grazie alle nuove norme, ma l'UFCS lancia l'allarme: l'IA rende gli attacchi informatici sempre più sofisticati.






