"I Paesi volenterosi che hanno proposto la tassa sugli extraprofitti, tra cui l'Italia, stanno lottando contro i mulini a vento, come faceva Don Chisciotte". A dirlo è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che in un'intervista ad Adnkronos spiega "come quella sugli extraprofitti può tranquillamente essere chiamata tassa mediatica: quando c'è un aumento dei carburanti serve solo per consentire alle forze politiche di far vedere che si colpiscono i petrolieri, ma poi alla fine, nell'immediato, non fa niente. Dicono 'togliamo ai ricchi per dare ai poveri' ma non sanno quello di cui stanno parlando".
Presidente, ci sono altri stati tentativi nel passato.
"Si chiamava Robin Hood Tax, introdotta nel 2008 dal ministro Tremonti, che è stata poi dichiarata incostituzionale: non esiste un extraprofitto, stiamo acquistando a prezzi più alti e stiamo vendendo a prezzi più alti. Non solo. Quando qualche mese fa è stata introdotta questo tipo di tassazione, molte compagnie e le aziende dell'indotto hanno fatto ricorsi al Tar e li hanno pure vinti".
Può spiegare quale è il problema di una tassa sugli extraprofitti?
"Semplicemente in economia aziendale non esiste il concetto di extraprofitto: esistono utili, fatturato, il rendimento più alto. Peraltro quest'ultimo non c'è in questo momento, basta prendere i bilanci delle compagnie petrolifere. Si tratta poi di una tassa molto complessa e che non risolve assolutamente il problema per i consumatori".











