Rose bianche e un orsacchiotto con il cuore rosso accanto alla bara. Si sono celebrati ieri nella chiesa di San Sabino a Lecce i funerali di Benedetta Daniele, la 17enne morta dopo essere stata travolta da un treno a Squinzano venerdì scorso poco dopo le 20. A dare l’ultimo, struggente addio c’erano i genitori, il fratello minore e gli amici. La ragazza era appena scesa dal treno per fare una sorpresa al suo fidanzato, bloccato a casa con la febbre. Ma avrebbe attraversato i binari con le cuffie nelle orecchie e per questo non avrebbe sentito il sopraggiungere del treno. Una vita spezzata quella di Benedetta, che amava studiare e si dava da fare come animatrice.

Chi l’ha conosciuta la descrive come una ragazza laboriosa e impegnata nel sociale. Casa, scuola, lavoro. E, soprattutto, innamorata. Un amore sbocciato da pochi mesi per un coetaneo, Alessio. Per Benedetta, Betty come era conosciuta dagli amici, però, la clessidra del tempo si è fermata quando ancora sogni, speranze e progetti fanno venire le farfalle nello stomaco.

Non aveva neppure 18 anni che avrebbe festeggiato il prossimo 30 dicembre. Un traguardo che voleva condividere con il suo ragazzo. Come la serata di venerdì scorso. Ora la comunità di amici piange Benedetta: studentessa al liceo “Siciliani” a Lecce, nel pomeriggio faceva l’animatrice in un centro nel quartiere Salesiani: zona elegante della città dove viveva con la sua famiglia. Il suo sogno nel cassetto era diventare un’estetista.