Le parole della premier a dieci anni dal sisma che ha colpito: «Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente»

«In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo». Queste le parole della premier Giorgia Meloni a dieci anni dal sisma che ha colpito l’Appennino centrale, tra Amatrice e Accumoli. «In questo cammino sono tornati a splendere anche alcuni dei simboli più significativi e identitari del territorio. Come la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016. Altrettanto incessante l’impegno per sostenere la ripresa economica e sociale, essenziale per garantire che i borghi e le città colpiti dal terremoto possano continuare ad essere vivi e vitali. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare», sottolinea la presidente del Consiglio in un lungo post sui social.

Stamane la comunità locale si è ritrovata ad Accumoli, epicentro della prima violentissima scossa, per la celebrazione della Messa solenne, seguita dalla commemorazione ufficiale e dall’omaggio al Monumento ai Caduti. Questo pomeriggio, dalle ore 16:30 le celebrazioni ufficiali si sposteranno ad Amatrice. La Messa solenne sarà officiata dal cardinale Matteo Maria Zuppi alla presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e delle principali autorità regionali e locali.