Fin dal suo insediamento, il governo si è impegnato per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, un deciso cambio di passo. Un cambio di passo che è avvenuto sia per i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per la ripresa degli investimenti in quella pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata. Il cammino della ricostruzione non è finito. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E noi intendiamo farlo. Con determinazione e caparbietà, per rispondere a quella ’domanda di futuro’ che ci è rivolta da chi è nato e cresciuto in quei luoghi e vuole tornare a viverli". È il messaggio inviato dalla premier Giorgia Meloni alla presentazione del Rapporto sulla ricostruzione – ieri, a Palazzo Chigi – a dieci dal terremoto dell’Italia centrale. Il report, "Ricostruire è prevenire: il laboratorio sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale", è stato presentato dal commissario straordinario Guido Castelli, mentre le conclusioni sono state affidate al vicepresidente della commissione europea, Raffaele Fitto, in collegamento da Bruxelles. "Non si stanno ricostruendo solo case, edifici pubblici, chiese, fabbriche, attività economiche – ha scritto Meloni –. Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori. Un grande lavoro di squadra che ha un obiettivo preciso: vincere la sfida della rinascita, economica e sociale, dell’Appennino centrale".