Roma, 24 agosto 2026 – "Davvero? Non lo sapevo". La prima a stupirsene è lei. D’altra parte, Elly Schlein guida un partito, il Pd, che come il dio Crono – il tempo tiranno – inghiotte molto rapidamente i suoi figli-segretari. Quindi, visto che oggi segnerà il record di giorni consecutivi alla guida del Partito democratico, si può capire la sorpresa. Prima di lei, sei segretari su otto sono durati meno di due anni. Ora, con 1.261 giorni sulla poltrona più importante del Nazareno, Schlein supera un’altra icona della Ditta, vale a dire Pier Luigi Bersani. Ma, a onor di cronaca, il primato assoluto di giorni totali da segretario lo detiene l’anti-Bersani per eccellenza: Matteo Renzi, 1.479 giorni, più volte segretario tra il 2013 e il 2018.

Ma non è solo una questione di numeri. In tre anni e mezzo, l’outsider diventata segretaria con quelle primarie aperte che ora forse non vorrebbe, la pasionaria che voleva "occupare il Pd", ha saputo tenere unito, non senza fatica, un partito ontologicamente votato a pulsioni divisive. Il Pd è stabilmente il secondo partito dietro Fratelli d’Italia, ha superato meglio del previsto alcuni appuntamenti elettorali, in primis le Europee 2024, e lei, Elly all’anagrafe Elena Ethel, ricorda ogni giorno la sua linea "testardamente unitaria" che vede il Pd alla guida del campo progressista, più o meno largo. Ma la partita più delicata si gioca proprio lì, sul terreno delle primarie e della premiership. Giuseppe Conte la incalza, con vista sulle Politiche 2027.