Hacker di Teheran avrebbero bloccato una centrale elettrica in Gran BretagnaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguici"L’obiettivo del nemico era il collasso dell’Iran" che, "se non fosse caduto, sarebbe diventato come il Venezuela". Il presidente iraniano Pezeshkian (foto), in occasione della ’Settimana del governo’, in un discorso tv ha chiarito ieri che ora il Paese è in "una guerra economica, militare e di sicurezza su vasta scala". Sul piano militare, il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale Rezaei ha spento le possibilità di mediazione affermando che lo stretto di Hormuz "è chiuso e non riaprirà fino a quando gli Usa non cambieranno atteggiamento e rispetteranno i loro impegni". Lo stallo, dunque, continua e Teheran non accenna a fare un passo indietro.

"Il mondo intero è rimasto sbalordito dalla nostra resistenza, solidarietà e coesione - continua Pezeshkian -. Abbiamo firmato l’intesa perché crediamo che nulla si possa ottenere con la guerra. Non chineremo la testa davanti al nemico; risolveremo i problemi con la forza, ma guidati dalla logica" ha concluso, rilanciando così l’appello a porre fine alle ostilità con Washington ma solo a certe condizioni.