Si è saputo solo in questi giorni, ma a luglio un cyberattacco iraniano ha messo fuori uso per quattro giorni una centralina elettrica inglese mentre, negli stessi giorni, la Repubblica Islamica colpiva con un’operazione simile anche gli Stati Uniti, concentrandosi però sulle infrastrutture idriche, e compromettendone i servizi in 12 stati[1]. Nonostante l’impianto elettrico disabilitato fosse relativamente piccolo e le autorità britanniche parlano di nessuna ripercussione sui servizi, i tentativi di rimettere in funzione la centralina sono andati avanti per tutti i quattro giorni. Le autorità, per motivi di sicurezza, non hanno reso noto quale impianto sia stato colpito, né quale tecnica sia stata utilizzata per violarlo.Ma più che la portata materiale del danno, è rilevante lo scopo che sembra aver motivato l’operazione. Date le dimensioni ridotte del target e l’impatto praticamente nullo, sembra infatti poco probabile che l’attacco fosse concepito per arrecare un danno reale alla popolazione civile, mentre appare più plausibile che l’obiettivo fosse dimostrare che soggetti collegati a Tehran sono in grado di penetrare nei sistemi britannici e di disattivarli.Indice degli argomenti