Un nuovo scontro tra il governo e le organizzazioni umanitarie impegnate nel Mediterraneo si accende attorno alla Sea Watch 5. La nave della ong tedesca è stata sottoposta a un fermo amministrativo di 45 giorni e a una sanzione da 7.500 euro, un provvedimento che ha provocato una durissima replica dell’organizzazione e rischia di alimentare ulteriori tensioni sul tema dei soccorsi in mare tra Roma e Berlino a pochi giorni da un bilaterale tra i rispettivi ministri dell’Interno che si svolgerà a settembre.
A rivendicare la decisione sulla Sea Watch 5 è stato lo stesso ministro Matteo Piantedosi (foto): "La nave, battente bandiera tedesca, ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare. Una grave violazione della normativa: le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ong". La contestazione riguarda il comportamento durante un intervento di soccorso effettuato nel Mediterraneo centrale. Alla base del blocco la violazione delle norme sul coordinamento delle operazioni di ricerca e salvataggio. La ong tedesca respinge le accuse, rivendica il proprio operato e attacca l’esecutivo: "La Sea Watch 5 è stata fermata per 45 giorni con l’accusa di non aver cooperato con le autorità libiche. È vero, non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il governo italiano può dire lo stesso?".










