Piantedosi annuncia la sanzione all'ong tedesca: "Non ha rispettato ancora una volta gli obblighi di legge previsti per le operazioni in mare"

Erano le tre del mattino del 13 agosto scorso quando la nave Sea Watch 5, battente bandiera tedesca, aveva soccorso in acque internazionali, poco distanti dalla costa libica, sei persone, di cui tre minori non accompagnati, tutti provenienti dal Medio Oriente. Un intervento per il quale oggi è arrivata la dura misura imposta dal Viminale alla ong tedesca: fermo di 45 giorni alla Sea Watch 5 e una multa di 7.500 euro. In un clima già teso tra Roma e Berlino sulla questione migranti, lo stop alla Sea Watch potrebbe creare nuove tensioni tra Italia e Germania.

Il post di Piantedosi e la risposta di Sea Watch

Il ministro dell'Interno Piantedosi, con un post su X, spiega il motivo del pugno duro: "L'imbarcazione, battente bandiera tedesca, non ha rispettato ancora una volta gli obblighi di legge previsti per le operazioni in mare. Una grave violazione delle normative: le attività di ricerca e soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ong", scrive.

Durissima è anche la risposta dei rappresentanti di Sea Watch. "La Sea Watch 5 è stata fermata per 45 giorni con l'accusa di non aver cooperato con le autorità libiche. È vero, noi non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il Governo italiano può dire lo stesso?", ha detto Giacomo Zorzi di Sea Watch.