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Carlos Passerini, inviato a Torino
Buona la prima in Italia del tecnico Amorim. Il Milan dopo un primo tempo equilibrato sblocca la gara nella ripresa, perla di Adams nel finale
Per fare la rivoluzione, si sa, le parole non bastano. Servono i fatti. Nel calcio, molto semplicemente, significa che occorre vincere. Soprattutto se sei una big. Il Milan parte col piede giusto, passando a Torino con le reti nella ripresa del giovane Cissè e dell’esperto Rabiot, un uno-due micidiale nel giro di un paio di minuti, prima della rete illusoria ma tardiva di Adams nel recupero. Decisiva la doppia mossa tattica di Amorim, che a inizio del secondo tempo inserisce proprio il centrocampista francese e Modric, alzando la qualità nel cuore del gioco, dopo che fin lì era mancato il colpo vincente. Da tre anni i rossoneri non vincevano alla prima di campionato: la stagione è lunga, servirà lavorare, anche sul mercato, per completare una rosa che ha bisogno di aggiustamenti, ma la partenza è stata convincente. La nuova filosofia s’intravede già: difesa alta, intensità, gioco all’attacco.Anche la squadra granata non ha sfigurato, restando in partita fino alla fine, con orgoglio. Il cantiere è aperto, il gruppo è giovane. Ma le idee non mancano, come i margini di miglioramento. Sabato in casa del Sassuolo la prima l’occasione per rifarsi. «Abbiamo messo l’anima» le parole di Abate. «Nella ripresa siamo stati un’altra squadra, dobbiamo crescere, ma sono felice» ammette Amorim, applaudito in tribuna dal patron Cardinale, che ha creduto fortemente in lui affidandogli la ricostruzione del post Allegri, finanziando un mercato da 160 milioni di euro. Le sue scelte forti hanno pagato già al debutto: su tutte proprio Cissè e Chukwueze. «Non sarà ancora la nostra versione definitiva» aveva avvisato alla vigilia il portoghese, che ha poi scelto di lasciare in panchina Modric per affidarsi all’energia giovane della coppia Musah-Jashari. È stata anche la sfida fra Abate e Amorim, entrambi al debutto in serie A, entrambi con un sistema di gioco che avrà senz’altro bisogno di tempo per il rodaggio, ma che nei piani è ambizioso e accattivante: due esterni di spinta più due trequartisti alle spalle del centravanti. C’è qualità, da una parte e dall’altra. Una cosa è certa: il mercato chiude il primo settembre, la sensazione è che saranno giorni caldi. Nkunku torna al Lipsia.










