HomeMilanoSportMilanTorino-Milan, non è ancora il Diavolo di Amorim. Ma la vince luiCissé titolare e in gol, Rabiot subito decisivo dalla panchina: cinque minuti consegnano i primi tre punti a un undici rossonero ordinato, ancora incompleto ma trasformato dalle scelte del tecnico. Sofferenza solo nel finalelphadjo Cissé festeggia il golRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciTorino, 23 agosto 2026 – Non è ancora il Milan di Ruben Amorim, ma è Ruben Amorim a vincerla con le proprie scelte. Alphadjo Cissé dal primo minuto, e l’ex Catanzaro trova il piattone del vantaggio un secondo prima di lasciare il campo. Adrien Rabiot nella ripresa, e il francese travolge tutto e tutti propiziando la deviazione del raddoppio pochi istanti dopo l’ingresso sul terreno di gioco. Adrien Rabiot festeggia il gol

I rossoneri non impressionano, non avvolgono il Torino attraverso il gioco, ma si presentano corti e ordinati, raggiungono il 75% di possesso palla per quasi un’ora e mostrano un equilibrio inatteso con Estupinan e Chukwueze nella linea a quattro alle spalle del tridente. I granata non riescono mai a sviluppare la propria manovra: la squadra di Abate trova terreno fertile soltanto aggredendo in mediana e togliendo “aria” alla costruzione rossonera. Questa funziona nelle poche occasioni in cui riesce a innescare in velocità il numero 21 sulla destra, assolutamente in linea con le ottime prestazioni offerte nel precampionato. Poi, quando Amorim manda in campo Modric, Rabiot e Saelemaekers, la squadra si allunga e la partita cambia. Nel giro di cinque minuti arrivano un clamoroso rigore non concesso per il tocco di braccio di Vlasic su Cissé e le due reti del successo. Niente di casuale. Con Jashari la manovra è lenta e prevedibile. Alle spalle di Ramos, Loftus-Cheek promette, ma, come da marchio di fabbrica, non mantiene. Con Modric e Rabiot la musica diventa differente, senza dimenticare l’accelerazione centrale di Musah, decisiva per il vantaggio, e il recupero sulla sinistra di Saelemaekers che dà il via all’azione del raddoppio. Il resto lo fa una difesa attenta, guidata da Mario Gila, che si arrende soltanto a un problema fisico a un quarto d’ora dalla fine. Non a caso, negli ultimi minuti il Milan soffre soprattutto sul proprio lato destro, concedendo ai granata almeno tre nitide occasioni da ret, prima dell'1-2 nel recupero. Cinque minuti bastano al gruppo di Amorim per conquistare i primi tre punti. Considerando i tanti protagonisti ancora da inserire e una condizione inevitabilmente approssimativa, per il momento può bastare. Non si è ancora vista un’aggressione davvero produttiva sulla trequarti: arriverà con il tempo, così come un maggiore coinvolgimento di Gonçalo Ramos nella manovra. Ma la prima risposta, soprattutto nelle scelte dell’allenatore, è già arrivata.