Caro direttore, è solo un’impressione o la democrazia in Occidente si sta «sdoppiando»? Nel senso che la sempre più evidente estremizzazione nella politica ben rappresenta la divisione delle società occidentali? Che appaiono sempre più somigliare a un matrimonio infelice tra infelici che non si sopportano. Lo stesso referendum sulla giustizia in Italia non ha forse confermato come un italiano su due considera l’altro un povero fesso? Cerchiamo di essere realisti... quanto può durare una situazione del genere senza implodere? L’odio degli incapaci di sinistra sta facendo montare l’ira dei finti miti di destra... è questa la sostanza dell’oggi in Occidente. Lo si capisce ormai leggendo i tanti violenti commenti social in cui non ci si nasconde nemmeno più nell’anonimato dei nickname. E un matrimonio come una società che si basano su odio e ira non possono durare!Mario Taliani

Caro Taliani, In questo decennio è stato descritto, con analisi puntuali e profonde, il cambiamento delle società occidentali: impatto della globalizzazione, migrazioni, crescita di Paesi che hanno spostato gli equilibri del mondo, questioni ambientali ed energetiche, rilevanza del possesso delle materie critiche per lo sviluppo tecnologico. Gli effetti sulle nostre vite, dal punto di vista economico e sociale, sono evidenti. Sono esplose le disuguaglianze e le paure di essere ormai diventati vecchi, assediati dallo «straniero» e privi dell’energia decisiva per crescere e competere. La conseguenza di questa situazione è stato il rafforzamento delle richieste di protezione, di innalzamento di muri, di sovranismo economico e statale. Il contrario di ciò che aveva fatto grande il mondo occidentale e ne aveva determinato l’egemonia. L’avvento della società digitale ha completato il percorso: chi non appartiene al mio universo di convinzioni (e di pregiudizi) è soltanto un nemico da annientare. I fatti, le analisi, la valutazione dei pro e dei contro sono esercizi inutili o che, perlomeno, non hanno alcuna presa. È un meccanismo che si è trasferito pari pari in politica. Parlare di confronto, di azione comune per il bene dei cittadini, di compromessi «nobili» che servano, nel nostro caso, all’Italia è qualcosa che è stato cancellato dal vocabolario della politica. Assistiamo tutti i giorni a uno spettacolo teatrale in cui le parti sono fisse e già assegnate: in Parlamento, nello scontro tra i partiti, in tv. L’obiettivo è infliggere il maggior danno possibile al «nemico». Mai trovare una soluzione a un problema. E, come dice lei, è molto difficile che una società, come un matrimonio, possa reggere a un tale stress.