Un bambino di appena 18 mesi vive da Ferragosto nel carcere di Gazzi, a Messina, insieme alla madre detenuta. A denunciarlo sono i Garanti dei detenuti di Palermo, Messina e Siracusa, Pino Apprendi, Lucia Risicato e Giovanni Villari, che chiedono un intervento immediato per trovare una soluzione alternativa alla permanenza del piccolo dietro le sbarre.I tre garanti si rivolgono alla magistratura di Sorveglianza, al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e al Tribunale per i minorenni, sollecitando una misura alternativa per la donna, il trasferimento in un istituto a custodia attenuata oppure l’inserimento in una casa famiglia protetta.La vicenda del bambino, sottolineano, si inserisce in un quadro già difficile per gli istituti penitenziari siciliani, alle prese con sovraffollamento, alte temperature e carenze nell’assistenza sanitaria. Il caldo di queste settimane, spiegano, rende particolarmente pesanti le condizioni sia per i detenuti sia per il personale della polizia penitenziaria e limita anche la possibilità di trascorrere alcune ore all’aperto.A Cavadonna, nel Siracusano, i detenuti del circuito di alta sicurezza hanno iniziato venerdì uno sciopero della fame, mentre tensioni e disordini vengono segnalati anche nel carcere di piazza Lanza a Catania e nello stesso istituto di Gazzi.I garanti denunciano inoltre casi di detenuti con fragilità psichiatriche costretti a dormire nei cortili o in stanze prive di arredi e segnalano le difficoltà della sanità penitenziaria. Negli istituti, sostengono, mancano specialisti come dentisti, oculisti e cardiologi e in alcuni casi anche il numero dei medici di turno sarebbe insufficiente rispetto alle necessità.
La denuncia dei garanti dei detenuti: «Un bimbo di 18 mesi vive in cella»
Un bambino di appena 18 mesi vive da Ferragosto nel carcere di Gazzi, a Messina, insieme alla madre detenuta. A denunciarlo sono i Garanti dei detenuti di Palermo,...








