Voghera «Bisogna sedersi a un tavolo e parlare, perché questo clima di malcontento è ora che finisca»: sembrano volersi distendere i rapporti tra i sindacati e l’amministrazione comunale di Voghera. Dopo un primo mandato Garlaschelli in cui il dialogo tra le parti è stato molto faticoso, con diversi dirigenti e impiegati che hanno lasciato le loro scrivanie per dirigersi verso altri lidi, le sigle sindacali sperano in un cambio di passo. L’ultimo ad aver deciso di andarsene è un ufficiale della polizia locale, che si sposterà alla Città Metropolitana di Milano (ironia della sorte, lo stesso ente dove meno di un anno fa si è spostato l’ex comandante Mauro Maccarini) ma le richieste di mobilità in attesa di essere accettate sono parecchie, distribuite un po’ in tutti i settori. Segno che il malcontento è diffuso. Le motivazioni Ma qual è esattamente il problema? «Al netto di chi si sposta per avvicinarsi alla famiglia o per fare carriera - spiega la Rsu del Comune di Voghera, Maria Guzzetti - buona parte invece si sposta perché, semplicemente, a Voghera non si trova bene. C’è poco da girarci attorno: se uno sul posto di lavoro sta bene, non se ne va. Invece qui, in diversi settori, i dipendenti non si sentono valorizzati per le loro capacità, e appena possono cercano una via di fuga. È un’emorragia che dobbiamo fermare, in primis per il benessere dei lavoratori e poi perché si riflette sul funzionamento della macchina comunale». Turn over Con le elezioni è cambiato l’assessore al personale (era Giancarlo Gabba, adesso è Simona Virgilio) e a settembre arriverà anche un nuovo segretario generale (ad Anna Sacco Botto subentrerà Francesco Bergamelli, attualmente segretario comunale del Comune di Lecco). Si spera, quindi, che con il turn over si reimpostino il dialogo in maniera «civile e proficua», anche in vista della firma del contratto degli enti locali, che dovrà essere effettuata in autunno. «La scorsa legislatura eravamo arrivati all’esasperazione dei rapporti tra amministrazione e sindacati, ma nessuno vuole fare la guerra - conclude Guzzetti -. Vogliamo migliorare per evitare di continuare a perdere persone valide». Prove di distensione Un primo segnale positivo è arrivato negli scorsi giorni proprio dal comando della polizia locale, che da poco è in capo a Giacomo Cuniberti. «Gli abbiamo scritto non appena abbiamo saputo che un altro ufficiale se ne sarebbe andato -dice Giovanni Latiano, coordinatore provinciale della polizia locale per la sigla UilFp - chiedendo un incontro urgente in merito ad alcune criticità gestionali e operative che influiscono sul benessere organizzativo. Il comandante lo ha concesso subito, e a seguito di quel colloquio è stato convocato per il 7 settembre un tavolo tecnico per esaminare e approfondire le problematiche relative al corpo di polizia locale. Ci sembra un buon inizio, e attendiamo fiduciosi il giorno stabilito».