Scontro sul turnover in Comune. Secondo l’ex vicesindaco “una riduzione così drastica della forza lavoro rischia di compromettere seriamente servizi fondamentali come scuole, politiche sociali, cultura”. La prima cittadina replica: “Questa è in gran parte una normativa legata al Governo”

Da sinistra, Silvia Salis e Pietro Piciocchi (foto Pambianchi)

Genova – Un nuovo scontro tra la sindaca Silvia Salis e l’ex vicesindaco Pietro Piciocchi: questa volta sui dipendenti comunali. Piciocchi, infatti, in una nota ha denunciato il fatto che “la Giunta comunale, con la delibera n. 128 del 2025, ha approvato in pieno agosto - e senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali - l'aggiornamento del Piano triennale del fabbisogno del personale per il periodo 2025-2027. Il documento prevede, per il prossimo triennio, un saldo negativo di 437 dipendenti comunali. Nonostante il miglioramento della capacità assunzionale, reso possibile dalle maggiori entrate certificate dal rendiconto 2024 approvato dalla precedente Giunta (la stessa che oggi viene accusata di avere lasciato "buchi"), le nuove assunzioni non compenseranno i pensionamenti. Il turnover scenderà ben al di sotto del 100%”.

L’allarme, secondo l’opposizione, è perché “una riduzione così drastica della forza lavoro rischia di compromettere seriamente servizi fondamentali come scuole, politiche sociali, cultura e attività dei Municipi”. E per questo motivo, ha chiesto alla prima cittadina di esprimersi su questo punto dato che “in passato l'attuale maggioranza non esitava a denunciare, spesso in modo strumentale, presunti tagli al personale - prosegue -. Siamo consapevoli dei vincoli di legge sulla spesa per il personale e, a differenza di quanto faceva l'allora opposizione, non intendiamo alimentare polemiche su questo aspetto. Chiediamo però la massima chiarezza - finora mancata - su come la Giunta intenda affrontare questa situazione, per evitare ricadute pesanti sui servizi ai cittadini”.