A pochi giorni dalla conferma della sua rimozione dalla parrocchia di Vicofaro, don Massimo Biancalani posta sui social una foto che ritrae la Pietà di Michelangelo dove al posto del corpo di Cristo la Madonna tiene in grembo quello di un migrante. L’ennesimo gesto di protesta e delusione con cui il sacerdote ha accolto la decisione della Santa Sede. Il 21 agosto in un lunghissimo post Biancalani aveva rivolto un appello agli “amici di Vicofaro” in cui elencava le tante esperienze fatte negli anni a favore dei migranti accolti in chiesa. "Questo straordinario percorso vissuto insieme per dieci anni”, scriveva, “è stato interrotto violentemente l’anno scorso dall’intervento della polizia. Quelle immagini resteranno a lungo una ferita per tutta la nostra comunità cittadina e non solo. Mi hanno sconvolto i pannelli inchiodati alle finestre e alle porte per impedire ai poveri di entrare. Per un intero anno, insieme alla nostra équipe di volontari, abbiamo lavorato per cercare di salvare questa esperienza. Non ci siamo riusciti”.
Poi l’accusa. “Devo dirlo con coraggio: nel nostro caso la Chiesa non ci ha protetti. Ha accettato il ricatto della politica. Vicofaro, questa chiesa-rifugio, doveva essere chiusa e il suo parroco reso non operativo. E così è stato. Mi sono sentito tradito e abbandonato. Nel mio caso la Chiesa ha preferito accordarsi con il potere e con politiche ingiuste nei confronti dei migranti. Si è scelto di mettere il Vangelo da parte”.












