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Durante una giornata di visite e celebrazioni in Romagna, sabato Papa Leone XIV ha partecipato anche al Meeting per l’amicizia fra i popoli, organizzato ogni anno a Rimini dall’influente movimento cattolico Comunione e Liberazione (detta anche CL). È stata la prima visita di un papa dal 1982, durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Da allora i papi che gli erano succeduti si erano limitati a inviare un saluto per iscritto.
Al Meeting, Leone XIV ha tenuto un discorso di una ventina di minuti davanti a circa 60mila persone. È stato un discorso piuttosto tradizionale, per Leone XIV: ha parlato dell’importanza di riconoscere l’umanità delle persone «prima di confini, definizioni e istituzioni» – un tema su cui torna spesso – e invitato in più punti le persone davanti a lui a praticare un atteggiamento di «unità».
Il concetto di «unità» è probabilmente quello più significativo per spiegare sia il contenuto del suo discorso sia le ragioni della visita.
Comunione e Liberazione è un movimento di natura conservatrice, il cui fondatore – don Luigi Giussani – predicava una presenza fortissima dei suoi seguaci nella società civile, in modo da condizionarne le scelte. Era un’idea di Chiesa assai muscolare e del tutto sovrapponibile a quella di Giovanni Paolo II. Che infatti era amico di don Giussani e fu ospite nella terza edizione del Meeting, quando Comunione e Liberazione era un movimento ancora piccolo e semi-sconosciuto.










