Preso di mira da avversari e tifosi, ancora una volta ammonito e a rischio di espulsione per le proteste accese e le simulazioni, vere o presunte, Vinicius jr si è preso subito la scena nella prima uscita in Liga del Real Madrid. Ieri sera in casa dell'Espanyol, dove la squadra di Mourinho si è imposta 2-1, è successo di tutto intorno all'attaccante brasiliano, col tecnico portoghese che nella conferenza stampa post partita si è affrettato a difenderlo, "non è un santo, ma quello che gli stanno facendo è troppo".
"Vini viene sistematicamente bullizzato dalle squadre rivali e dai loro tifosi - ha detto ancora Mourinho -. È premeditato da parte degli avversari. Lo mettono sotto fallo fin dalla prima azione. E quando uno viene ammonito, lo aggredisce un altro. È ingiusto". Il tecnico ha anche ammesso di aver dovuto parlare con il brasiliano per calmarlo e impedirgli di festeggiare in modo eccessivo un eventuale gol.
L'accusa ai suoi giocatori è stata respinta dall'allenatore dell'Espanyol, Manolo Gonzalez: "Non ho visto interventi eccessivi, i falli che ha subito sono normali e nessuno lo ha cercato. Fanno parte del gioco. Questi non sono più i tempi di Maradona", ha aggiunto, ricordando i durissimi interventi, ai limiti del reato, che l'argentino subiva 40 anni fa in Liga.













