E'il 50' di Benfica-Real Madrid, vecchio classico di Champions con rivalità mai sopite tra i due club storici, quando l'arbitro si volta verso il pubblico ed incrocia le braccia a forma di X: partita sospesa 10 minuti "per un episodio di discriminazione" razzista.

In campo è il caos: i blancos si stringono a Vinicius che ha appena segnato un gran gol ed afferma di essere stato insultato in modo razzista da un avversario; i lusitani raggiungono Gianluca Prestianni, accusato invece di aver chiamato "scimmia" la punta del Real.

Il primo, brasiliano nero da anni oggetto di atti discriminatori da parte di razzisti, li definisce oggi "codardi". Il secondo è bianco ed argentino, e nega ogni accusa.

L'Uefa apre un'inchiesta. Certo, i precedenti non aiutano. I "verdeoro" da sempre accusano i "cugini della pampa" di razzismo nei loro confronti, e non è solo rivalità latinoamericana, c'è molto di più come in un romanzo. Si risale addirittura al 1920 quando il quotidiano "Cronaca" annuncia l'arrivo della squadra brasiliana con il titolo "Scimmie a Buenos Aires". In Coppa America anche campioni come Didi, Pelé e Jairzinho denunciano razzismo. Nel 2023 al Maracaná di Rio Brasile-Argentina inizia con mezz'ora di ritardo per incidenti durante gli inni. Pochi giorni prima a Copacabana i tafferugli durante la finale di Libertadores tra Boca e Fluminense. Le offese sono sempre a sfondo razziale.