Per Napoleone e Nelson era il golfo più bello del mondo; non erano proprio amici ma, su questo, erano d’accordo. Certo loro, forse, lo vedevano da un punto di vista non proprio turistico…. Ma poi molti altri, invece, se lo sono “goduto” con una prospettiva differente. È il caso di Byron, Shelley, Eugenio Montale, Ottiero Ottieri e molti altri, e anche Giacomo Casanova, provenendo via mare da Genova e diretto a Roma, volle sostare a Lerici nel 1762.
Il nome Golfo dei Poeti è stato inventato nel 1910 da Sem Benelli. Ed effettivamente se lo si visita e vi si sosta, anche oggi, si capisce benissimo perché tante anime belle se ne innamorarono.
Iniziamo un “giro” da Portovenere, sito Unesco dal 1997, con la sua chiesa romanica di San Pietro, sulla punta, il castello Doria, i carrugi fitti di botteghe, osterie, ristorantini e il bel lungomare. Di fronte l’isola della Palmaria e, poco più a sud, l’isola di Tino, con il bel monastero romanico e meta di barche e yacht nella bella stagione.
Proseguendo verso l’interno del golfo si trova Le Grazie, ricca di cantieri nautici e dove si trova una fascinosa villa romana e poi, dopo qualche chilometro, Fezzano, antico borgo marinaro, in forte crescita turistica.







