L’incanto non si è dissolto nei secoli, il Golfo dei Poeti non ha perso nulla del suo fascino. L’isola di Palmaria, davanti a Porto Venere, pare sorvegliare l’insenatura profonda che si apre di fronte al porto di La Spezia, mentre l’isola del Tino la affianca come un avamposto verso il mare aperto. Sull’altro lato del golfo, si staglia il duecentesco Castello di Lerici, stretto su di sé come un pugno chiuso a dominare l’abitato antico, memore delle contese fra Pisani e Genovesi che si avvicendarono alla sua conquista secondo le alterne vicende delle guerre marinare in cui le due Repubbliche ebbero a fronteggiarsi. Poco più a nord San Terenzo, più a sud, oltre le cale rocciose di Maramozza e Maralunga, Tellaro e Fiascherino. Lungo queste coste e al cospetto dei fantastici scenari che le circondano, al confine fra Liguria e Toscana, soggiornarono personalità illustri come Lord Byron a Porto Venere, Percy Bysshe Shelley e la moglie Mary a San Terenzo, David Herbert Lawrence (l’autore di Lady Chatterley) a Fiascherino, nonché il commediografo Sem Benelli, il fondatore del Futurismo Marinetti e, in tempi più recenti, lo scrittore Pier Paolo Pasolini a Lerici. Non a caso l’insenatura dall’Ottocento in poi prese nome Golfo dei Poeti.