«Le misure di ritorsione non tarderanno ad arrivare. Preparatevi, hanno aperto il vaso di Pandora». Vladimir Putin alza il tono e promette una rappresaglia contro l’Ucraina, accusata di colpire la logistica e l’economia russa che anche lui ammette «è stata danneggiata». Nel mirino, avverte, finiranno i settori economici «più sensibili» di Kiev. Quanto alla pace, lo Zar di Mosca respinge le proposte ucraine come «stravaganti e inaccettabili» e ribadisce che un negoziato potrà partire soltanto dalle «realtà sul terreno». È la formula con cui il Cremlino prova a trasformare la profondità raggiunta dai suoi attacchi e la capacità di resistenza ucraina in una nuova geometria diplomatica.Intanto, però, la guerra continua a dilatarsi oltre il fronte. I droni ucraini hanno colpito il polo logistico di Ozon a Capaevsk, nella regione di Samara, provocando un vasto incendio e l’evacuazione di oltre 500 dipendenti. Nella stessa area è stata danneggiata la raffineria Rosneft di Novokujbysevsk. Non sono più soltanto obiettivi militari: la guerra entra nelle arterie della grande economia civile russa, colpendo infrastrutture che alimentano direttamente o indirettamente lo sforzo bellico.Kiev rivendica questi raid come parte di una strategia per logorare l’economia di guerra di Mosca. È la dimostrazione di una capacità crescente di colpire in profondità il territorio russo, ma anche l’anticamera di una rappresaglia che Putin ha già annunciato. E il conto continua a essere pagato dai civili. Mosca riferisce di almeno sei morti negli attacchi ucraini della notte, tra cui due bambini a Yeysk, e sostiene di avere abbattuto 457 droni. Dall’altra parte, i bombardamenti russi hanno colpito Kiev, Zaporizhzhia, Sumy, Leopoli, Kherson, Crimea e Donetsk (11 le vittime complessive). A Kryvyi Rih il bilancio dell’attacco al centro commerciale è salito a 16 morti e 130 feriti, tra cui 3 bambini. Tre persone risultano disperse e sei feriti sono in condizioni molto gravi. L’esercito di Mosca avanza ulteriormente nel Donetsk, mentre un drone russo ha violato lo spazio aereo moldavo.Di fronte alla pressione dal cielo, Zelensky chiede nuovi intercettori. Berlino ha annunciato 60 milioni di euro di aiuti e lavora con Washington sulla disponibilità dei Patriot. Dall’Eliseo Macron, dopo aver parlato due ore al telefono con Zelensky, promette di accelerare le forniture di sistemi di difesa aerea, e definisce da «film d’orrore» gli ultimi raid su civili ucraini. La partita è ormai anche tecnologica. Secondo The Atlantic, Kiev avrebbe persino studiato un piano, poi accantonato e smentito dalla presidenza ucraina, per utilizzare droni dotati di intelligenza artificiale contro gli aeroporti di Mosca e paralizzare il traffico civile.Sul piano diplomatico tutto appare fermo. Il ministro degli Esteri ucraino Sybiha parla di negoziati in stallo e invoca un ruolo più incisivo di Stati Uniti ed Europa. Sergej Lavrov chiude ulteriormente lo spiraglio, sostenendo che in Europa non esistano interlocutori con cui Mosca possa negoziare.Mentre il fronte si allarga, Kiev rischia di aprirne un altro dentro casa. Il Parlamento ucraino ha bloccato cinque riforme anticorruzione richieste dall’Unione europea, mettendo in pericolo tanto il percorso verso l’adesione quanto un finanziamento europeo da 2,1 miliardi di euro.