“Lo sci non morirà perché si stanno sciogliendo i ghiacciai, l’impatto sarà molto peggiore per il Pianeta“. Il 31 luglio scorso, sui propri profili, ha pubblicato il video da Zermatt, col ghiacciaio nero pece, senza neve, e gli impianti di risalita chiusi. Una sorte toccata, nei giorni successivi, agli altri ghiacciai sciabili delle Alpi, come lo Stelvio. Federica Brignone, due ori olimpici ai recenti Giochi di Cortina e due Coppe del mondo generali – solo per citare le imprese più significative di quella che è senz’ombra di dubbio la sciatrice italiana più forte di tutti i tempi – da anni è impegnata nel sensibilizzare le persone sulla lotta ai cambiamenti climatici. E nel fare pressione, attraverso la sua voce, perché la Fis (Federazione internazionale sci) adotti azioni per l’adattamento alla crisi.
Nell’intervista pubblicata oggi sul Corriere, la Tigre di La Salle sembra andare oltre le domande del giornalista. Sembra voler dire: “Ok lo sci, ma qui a rischiare grosso è tutto il resto”. E infatti, anziché parlare di sci – meglio, alla fine di una risposta legata all’attività agonistica in estate – dice: “Ma il punto è un altro: è una catastrofe naturale più che per il nostro mondo dello sci”. Brignone che nel 2017 ha avviato una campagna a tutela dei mari, sempre più inquinati, intitolata “Traiettorie liquide”; che nel 2023 ha firmato la lettera insieme ad altri atleti – promossa da Pow, Protect Our Winter – indirizzata alla Fis per chiedere, tra le altre cose, la riduzione del 50% delle emissioni entro il 2030 e una maggiore trasparenza in relazione all’impatto ecologico del Circo bianco. “Bisogna rispettare di più il Pianeta – ha dichiarato al Corriere – Si possono fare mille cose: usare di meno ciò che consuma e riscalda, non c’è bisogno di rivoluzioni ma se ogni persona facesse un gesto quotidiano produrrebbe un grande risultato. E poi bisogna partire dalle grandi industrie, dai colossi. Però ognuno di noi può incidere, in base a come sceglie la spesa, a come tiene l’aria condizionata a casa, a quanto tiene aperta la doccia. Oggi ci sembra tutto illimitato ma non lo è”.








