L'Europa continua a fare i conti con le conseguenze del meteo estremo: Serbia, Bosnia, Spagna e Polonia sono tutte alle prese con condizioni critiche.
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In Serbia, l'UE ha inviato elicotteri e squadre di vigili del fuoco per sostenere i team locali impegnati a domare un incendio che ha già divorato oltre 1.600 ettari di vegetazione nella riserva naturale di Deliblatska Pescara, 60 chilometri a est di Belgrado. In campo è operativo anche un aereo russo Ilyushin Il-76 per il lancio d'acqua, dispiegato da giovedì, insieme a diversi elicotteri dell'esercito serbo.
"La situazione è estremamente difficile", afferma il ministro dell'Interno serbo Ivica Dacic, aggiungendo che "lì ogni giorno sono impegnate oltre 400 persone".
La crisi si estende al resto della regione, dove sabato è divampato un vasto incendio nella zona di confine tra Bosnia e Croazia. La polizia bosniaca ha chiuso l'autostrada principale che collega Trebinje, in Bosnia, a Dubrovnik, in Croazia, costringendo migliaia di turisti a fare marcia indietro e a cambiare i propri piani di vacanza.








