Clamoroso al Gianni Falchi. L’Unipol vince anche gara-cinque, 18-13, e ribalta la situazione della semifinale tricolore. Oggi e domani (eventuale) si gioca a Serravalle, dalle 20, e i campioni di San Marino tornano a essere favoriti, ma la situazione, al momento, vede la Fortitudo in vantaggio per 3-2 (stessa situazione per Parma su Macerata).

Il successo dell’Unipol, che non significa che Bologna ritrovi, dopo tre anni, la finale scudetto, ma va comunque celebrato. Anche perché si tratta di un unicum o quasi. Per vincere la sfida con San Marino, capitan Dobboletta e compagni impiegano ben più di ventiquattro ore. Non ci sono record di inning, solo un rinvio per pioggia. Dal primo lancio del giovedì alle 20, al pugno al cielo, in senso di esultanza, di Alex Bassani, alle 23,10 del giorno dopo.

La sfida comincia giovedì e parte male per Marc Civit, perché incassa subito un punto al passivo. Il peggior modo per iniziare. Ma la Fortitudo non sa ancora che il meglio deve venire. Il partente dei Titani, Angelo Palumbo Cardozo, visto anche al Gianni Falchi con la maglia della Fortitudo, va in confusione. I compagni di squadra non lo aiutano nemmeno e, con un errore della difesa, tra battute valide e basi ball concesse, l’Unipol si trova sul 6-1. Il primo inning non è ancora finito, che Palumbo Cardozo è già sotto la doccia. Si arriva fino al 10-1: al terzo inning, con basi piene, Ernesto Liberatore nel box di battuta e due eliminati.