Oltre 100 ex diplomatici francesi e britannici chiedono un’azione urgente per spingere Israele ad accettare uno Stato palestinese, compreso il divieto di commercio e vendita di armi e la sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele, come pure dell’accordo commerciale tra Regno Unito e Israele. L’appello è contenuto in una lettera congiunta.

«A Gaza, due milioni di palestinesi sono confinati nel 30% del loro territorio devastato, affamati, privi di medicine e di alloggi. Oltre 1.200 palestinesi sono stati uccisi dal cosiddetto cessate il fuoco», si legge. E ancora: «A Gerusalemme Est e nel resto della Cisgiordania, le demolizioni di case palestinesi e la dilagante violenza dei coloni - con la complicità di esercito e polizia israeliani - equivalgono a una pulizia etnica».

La Palestina, sostengono i firmatari, «viene cancellata sotto i nostri occhi». La politica di «occupazione e distruzione» si estende al Libano e alla Siria. Sostenendo che Regno Unito e Francia hanno svolto un ruolo chiave nella formazione del Medio Oriente moderno e ricordando che entrambi i Paesi hanno riconosciuto la Palestina come Stato nel 2025, i diplomatici affermano che ora hanno la responsabilità di «fare causa comune sulla linea di faglia fondamentale della regione: pari diritti per israeliani e palestinesi».